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Lo stato dell’arte del Cloud in Italia tra Cloud Enabling Infrastructure e prospettive

In Italia il mercato vola a +18%, traina il Public Cloud

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ICT News, | 22 Febbraio 2017

Quella del mercato cloud in Italia è ormai una progressione che si consolida accelerando anno dopo anno: nel 2016 è stato registrato un incremento del 18%, per un valore di 1,77 miliardi di euro. A crescere a ritmo più sostenuto è il Public Cloud, stimato in crescita del 27% dal 2015 e con quota 587 milioni di euro nel 2016. Segno più anche per gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, destinati ad aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda per l’adozione del cloud, che arriveranno a valere complessivamente 1,185 miliardi di euro.

Lo scenario che si è proiettato attraverso il “Global Cloud Index“, report presentato a novembre 2016 e relativo all’analisi degli Application Workloads, vede per il prossimo quinquennio un’inarrestabile migrazione verso le architetture cloud sia nel settore privato che in quello pubblico. Numeri alla mano, si parla di un passaggio dai 3,9 zettabyte (ZB) all’anno del 2015 ai 14,1 ZB all’anno del 2020, determinato dalla capacità di queste architetture di supportare più workload rispetto ai data center tradizionali.

LO SCENARIO ITALIANO

In Italia il cloud rappresenta un’opportunità importante soprattutto per le PMI, ma solo il 31% ad oggi ne fa uso. Tra le PMI che adottano il cloud, metà lo fa anche su ambienti core e mission critical. Valutare rischi tempi e costi dei progetti cloud è l’elemento di maggior complessità.

Il cloud rappresenta sempre più un’opportunità di innovazione per le imprese e le pubbliche amministrazioni del territorio, sia per innovare i processi interni, che per offrire nuovi servizi ai clienti. Il cloud può infatti innescare una rivoluzione organizzativa in grado di cambiare il modo di diffondere le informazioni, di prendere le decisioni e di collaborare all’interno e all’esterno delle organizzazioni, ridando slancio e produttività alle imprese italiane.

Il mercato cloud in Italia ha raggiunto un valore nel 2015 pari a 1,51 miliardi di € in crescita del 25%. Contribuiscono a questa stima soprattutto gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ossia quell’insieme di processi e componenti che interessano l’ambito infrastrutturale, applicativo e di interazione degli utenti aziendali con le piattaforme IT, che valgono in italia 1,05 miliardi di euro e crescono del 21%, e quelli dedicati al Public Cloud, stimabili in 460 milioni di euro, in crescita del 35% anno su anno. Solo il 10% della spesa ad oggi è però ascrivibile alle PMI.

Si delineano soprattutto due grandi fasce di clienti che attivano domini cloud. Una prima fascia riguarda la clientela più esigente che ha avviato un processo di migrazione verso il cloud privato consapevole che impegna maggiormente, ma che offre estrema flessibilità e profilazione di performance; la seconda fascia è più dinamica e ricerca il cloud pubblico che, con diverse declinazioni dell’offerta, permette al cliente di avere a disposizione risorse da poter aumentare e diminuire rapidamente con un impegno ridotto.
In entrambi i casi sia che la scelta ricada sul privato, sia che ricada sul pubblico, la soluzione viene integrata con l’architettura IT esistente che è quasi sempre fisica, generando di fatto un sistema ibrido di cloud privato-fisico o pubblico-fisico.

Il cloud computing ed il suo utilizzo all’interno delle organizzazioni genera vantaggio competitivo soprattutto grazie ad una maggiore agilità dei sistemi informativi e delle procedure che si riflette in maniera decisiva sul business e sulla percezione di utenti e clienti dei propri prodotti e servizi, cogliere questo vantaggio, soprattutto per i soggetti che operano “fuori” dai circuiti classici dell’economia mondiale consente di fare la differenza.

Negli ultimi anni il cloud ha provato diffusamente quali siano i vantaggi finanziari che derivano dalla sua adozione, quale nuovo paradigma di strutturazione e accesso all’IT. Grazie a questa tecnologia si riesce infatti a scalare le risorse in base alle reali necessità, riducendo di conseguenza i costi. Soprattutto in questi tempi di incertezza economica, il cloud rappresenta il modello di riferimento. Flessibilità nella pianificazione degli investimenti e il basso costo di acquisto e mantenimento dell’infrastruttura sono gli aspetti che le aziende sperimentano nel passaggio ai modelli cloud.

L’adozione del Cloud Computing nelle aziende è destinata ad aumentare come dimostra una recente ricerca condotta da Google, che ha preso a campione i CFO di aziende di medio-grandi dimensione. Il 55% del campione intervistato crede che il cloud possa aumentare la capacità di innovazione dell’IT. Il 77% degli intervistati dichiara che la propria azienda ha già implementato servizi cloud o progetta di farlo, mentre il 99% è sicuro che la nuvola sarà importante per il successo nei prossimi 12-18 mesi.

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