CLOUD COMPUTING: TREND E LINEE GUIDA PER IL 2017

25 gennaio 2017

Dall’aumento dell’utilizzo del cloud tra le imprese, all’accelerazione verso la digital transformation, passando per una crescente tendenza verso il multi-cloud: quali sono stati gli avvenimenti salienti del 2016 che caratterizzano i trend a cui ispirarsi per il 2017?

Il cloud ha cambiato le abitudini di acquisto nell’IT

La storia del cloud nel 2016 è stata in gran parte dominata dal cambio di atteggiamento delle aziende verso i servizi off-premise e dall’impatto che questa maturazione sta avendo sull’intero mercato IT.

Gli esperti IDC hanno notato come l’aumento dell’utilizzo di cloud tra le imprese abbia avuto un impatto (anche) sui produttori di hardware; questo trend lascia presagire un calo costante delle vendite di storage on-premise, kit di networking e server negli anni a venire. La minore domanda di server da parte delle aziende è controbilanciato dalle attività delle imprese di cloud hyperscale che cercano di equipaggiare i loro data center.

Abbandonando termini come pay per use, as a service e on demand cavalcati dai fornitori, gli esperti hanno puntato l’attenzione sui temi dell’iperconvergenza e della bimodalità, come un unico approccio basato su una capacità di centralizzare la gestione dei servizi lavorando di integrazione, bilanciando in modo dinamico le risorse fisiche e le risorse virtuali secondo criteri di iperscalabilità che chiamano in causa diverse tecnologie ma anche diverse metodologie di lavoro all’insegna di un’impostazione Agile. Il valore del data center, insomma, è in una nuova capacità di programmazione che, usando una fortissima intelligenza applicativa e una più robusta analisi dei dati, rende estremamente più proattivo e predittivo l’IT, consentendo alle infrastrutture di adattarsi in modo elastico e flessibile a ogni evoluzione del business, nei suoi picchi e nelle sue contrazioni.

Significativo il fatto che non si parli di cloud ibrido, dando per scontato che l’approccio alle nuvole, rispetto alla fruizione dei servizi, sia concettualmente destinato a essere sempre e comunque dinamico. L’obbiettivo primario delle aziende, infatti, deve essere quello di rinnovare i data center, immaginando di poter utilizzare qualsiasi tipo di risorsa senza più avere alcun vincolo di capacità ma anche di integrazione e di accesso. L’iperscalabilità suggerita dagli analisti, insomma, non è altro che un’elasticità nativa dei data center (e delle infrastruture di networking sottostanti) che possono interfacciarsi a qualsiasi sistema, applicazione o tool senza più avere problemi di memoria, di gestione, di velocità e, idealmente, di sicurezza. I benefici delle reti geografiche Software Defined, in particolare, secondo Gartner faranno si che da qui ai prossimi tre anni il 30% delle aziende si sposterà verso questo tipo di networking (contro l’1% di oggi).

Da qui a dieci anni, secondo le previsioni della società di ricerca americana, il maggiore uso di infrastrutture iperconvergenti nei data center preparerà le basi a modelli incentrati sul continuous delivery e sui micro servizi ad hoc. I nuovi componenti hardware sottostanti agli stack delle infrastrutture iperconvergenti, infatti, diventeranno sempre più automatizzati e diffusi, permettendo alle aziende un IT-as-a-service (ITaaS) a valore aggiunto.

La trasformazione digitale sta accelerando

Quest’anno ha visto realtà del calibro di Amazon Web Services, Microsoft, Google e IBM concentrare i propri sforzi per cambiare il focus sul cloud aziendale. Mentre le imprese hanno disquisito per anni su come il ridimensionare i data center attingendo a risorse di cloud pubblico avesse fatto risparmiare loro denaro e avesse potenziato la loro agilità di business, i CIO oggi stanno cercando di partire da questo lavoro per accelerare gli sforzi di trasformazione digitale. In risposta a questo atteggiamento, dunque, i quattro big del mercato cloud internazionale hanno trascorso gran parte del 2016 a spiegare il lavoro che stavano (e stanno) facendo per ampliare il proprio portafoglio prodotti tra big data analytics, machine learning, intelligenza artificiale e oltre.

Il periodo d’oro del concetto di multi-cloud

Via via che la predisposizione delle aziende verso l’uso del cloud pubblico è cresciuta, si è fatta sempre più strada anche l’idea che un’azienda possa affidarsi a molteplici fornitori. Gli analisti hanno notato che le aziende sono sempre più consapevoli e preparate sul tema del cloud e questo le sta spingendo a puntare su diversi provider nell’ottica di una gestione ottimale dei carichi di lavoro in una varietà di ambienti, con l’obiettivo di evitare eventuali blocchi dovuti a un fornitore e aumentare così l’agilità del business nel suo complesso.

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