Lo sviluppo del business passa anche dalla Fibra Ottica

23 marzo 2017
Pubblicato in Storage e reti

Tutte le risposte per navigare con una linea più veloce e stabile, a prova di streaming

Connessione più stabile e sicura dell’Adsl e dalle prestazioni superiori. La fibra ottica è ormai una realtà in buona parte del Paese: si tratta di un’infrastruttura di rete – ciascun operatore ha posato il proprio network – grazie alla quale i dati transitano non più attraverso il vecchio cavo telefonico di rame ma all’interno di cavi in fibra di vetro e polimeri plastici tramite impulsi luminosi. Utilizzando inoltre una banda di frequenze molto più elevata rispetto a quella delle vecchie Adsl.

Cavi, architetture e tipologie possono portare la velocità in download fino a un 1 Gbps anche se in media ci si muove per ora fra i 30 e i 100 Mbps. Comunque anni luce dalla lentezza delle offerte di qualche anno fa – in alcune zone, purtroppo, ancora l’unica opportunità disponibile – da pochi Mbps.

La fibra si differenzia in sostanza da come il cavo raggiunge l’abitazione dell’utente. Una differenza non da poco che consente appunto di aumentare le velocità. Si parla così di Ftth (fiber to the home) quando il collegamento entra in casa. In questi casi si arriva appunto a 1 Gbps e con più facilità a 300 Mbps. Oppure di Fttc (fiber to the cabinet) per indicare un collegamento interamente in fibra fino all’armadio stradale, molto vicino all’edificio e comunque sotto i 300 metri, dopo il quale si conclude via rame.

Il 16,28% dei comuni italiani sono coperti dalla fibra ottica.

La fibra ottica copre al momento oltre 1.800 comuni italiani e in modo assolutamente disomogeneo all’interno dei singoli territori. Dunque siamo molto distanti dalla soglia di ottomila comuni. E non ci arriveremo mai poiché molti di questi si trovano in zone considerate, con una brutta espressione, “a fallimento di mercato”.

Al Nord la regione più coperta è il Veneto, con quasi il 24% dei comuni raggiunti da questa tecnologia, seguita all’Emilia Romagna (12%) e dalla Lombardia (un po’ meno del 9%). Siamo intorno al 6,6% in Friuli Venezia Giulia, 5,4% in Liguria, 2,8% in Valle d’Aosta e 2,4% in Piemonte. Fanalino di coda il Trentino Alto Adige, con solo un 1,4% delle località che nel 2017 possono navigare attraverso la fibra ottica.
I comuni del Centro Italia, oltre a quelli toscani già menzionati, sono coperti per quasi il 14% nel Lazio, un po’ meno del 9% in Umbria e poco più del 6% nelle Marche. Molta strada ancora da percorrere per l’Abruzzo, con appena il 2,6% dei propri comuni che dispongono di connessioni in fibra.

La Basilicata è coperta per un 18%, mentre le Regioni meridionali in cui la diffusione della fibra ottica è meno capillare, sono il Molise (5%) e la Sardegna (3%).
Fanalino di coda ancora l’Abruzzo con il 2% di comuni coperti.

Il quadro generale sta progressivamente migliorando. Nel gennaio scorso solo il 61% della popolazione disponeva di un collegamento superiore ai 30 Mbps, con un confortante salto di ben 17 punti percentuali rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2016 e lanciati verso gli obiettivi europei (85% entro il 2020).

Non c’è però da accontentarsi. L’ultimo rapporto della Commissione europea sull’innovazione (il Desi 2017) dice l’Italia ha fatto già grossi passi avanti per copertura banda ultra larga nel 2017 (aumentata di oltre il 50 per cento, sulla popolazione, in termini relativi), ma è in forte ritardo sull’adozione.
La diffusione della banda larga fissa è ancora troppo bassa rispetto alla media UE (55% della popolazione contro 74%).

Il problema si annida nelle competenze digitali, per le quali non il Desi non registra progressi. Come è indicato nel rapporto, “gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali”.

E’ quindi indispensabile per lo sviluppo del proprio business affidarsi a delle offerte di connettività pensate per essere sempre connessi ai massimi standard qualitativi.

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