Tlc USA, governo Trump e deregulation eng

14 November 2016
Published in TLC News

La propensione del nuovo presidente alla deregulation potrebbe portare a un ribaltamento delle norme volute da Obama sulla riclassificazione della banda larga e la net neutrality.

I grandi gruppi telco hanno concesso il loro supporto a Donald Trump – anche se la politica in materia di Tlc del neo-eletto alla Casa Bianca resta per ora vaga.

Uno dei temi chiave che Trump si troverà sul tavolo è quello del consolidamento dell’industria delle telecomunicazioni. Proprio nelle settimane precedenti il voto negli Stati Uniti sono stati annunciati tre mega-merger che daranno nuova forma al settore: l’accordo tra At&t e Time Warner; quello tra CenturyLink e Level 3; e quello tra Windstream e EarthLink. L’agenzia Reuters ha scritto che Trump potrebbe bloccare l’acquisizione di Time Warner da parte di At&t ma la telco si è detta fiduciosa di riuscire a andare avanti con l’operazione.

Fiduciosa anche CenturyLink che sta acquisendo Level 3 Communications: Stewart Ewing, Cfo di CenturyLink, pensa che il deal sarà approvato l’anno prossimo anche sotto la presidenza Trump e con i nuovi commissari Fcc che arriveranno. Anzi, sulla Fcc, Ewing pensa che il cambiamento “potrebbe essere positivo”, ovvero permetterà a CenturyLink di ottenere il via libera anche più velocemente.

Proprio il cambio di guardia dei commissari della Federal Communications Commission è un altro tema chiave per il mondo telecom americano che sarà da subito sull’agenda di Trump. In base all’esito del voto, da gennaio tre commissari saranno Repubblicani e due Democratici (ora è il contrario), mentre il presidente Tom Wheeler, legato alle politiche di Obama, potrebbe rassegnare le dimissioni non appena Trump si insedierà ufficialmente. Ma non è obbligato a farlo: il contratto di Wheeler arriva al 2018 e non è prescritto dalla legge che se ne vada perché è cambiato il presidente. Anzi, Wheeler si è detto pronto a lavorare per una transizione senza scossoni alla Fcc e quindi potrebbe in teoria restare. Intanto gli osservatori americani si aspettano che Trump assuma al suo fianco per le questioni legate al digitale e alla banda larga Jeffrey Eisenach, grande sostenitore di un approccio regolatorio light touch; poi, nel 2018, se non sarà andato via prima, sostituirà Tom Wheeler con una persona a lui più gradita per guidare la Fcc.

L’amministrazione Obama è stata criticata dai grandi gruppi telecom perché, dal loro punto di vista, amava intervenire con norme calate dall’alto. Ora associazioni di settore come Tech Knowledge e la Internet Innovation Alliance si sono dette fiduciose che l’amministrazione Trump e i nuovi commissari della Fcc adotteranno un nuovo atteggiamento lasciando le “forze concorrenziali sul mercato” libere di agire per portare investimenti e innovazione nelle reti Tlc e nei servizi.

L’ex parlamentare Rick Boucher, presidente onorario della Internet Innovation Alliance che lavora oggi per una società che fa lobby e sostiene gli interessi di At&t, spera in particolare nel ribaltamento della contestata norma che ha riclassificato la banda larga facendola ricadere nel Title II del Telecom Act: ora il broadband viene considerato un servizio di telecomunicazione e non di informazione e quindi passibile di maggiore intervento regolatorio. La riclassificazione ha toccato anche temi cruciali come net neutrality e privacy. Per le telco tale riclassificazione ha fatto tornare il mondo telecom ai tempi dei monopoli telefonici minando gli investimenti in infrastrutture Internet.

Anna M. Gomez pensa che sia troppo presto per giudicare che cosa accadrà nel mondo telecom col nuovo presidente: “Non è ancora chiaro quale sia l’agenda di Trump in fatto di digitale“. La Gomez però conferma: “Trump è propenso alla deregulation e ci aspettiamo che la sua politica sulle Tlc sarà caratterizzata da questo atteggiamento”.

Credits: http://www.corrierecomunicazioni.it/

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